
Piemonte
Barolo e Barbaresco, il Nebbiolo delle Langhe nelle bottiglie di Gaja, Giacomo Conterno, Giuseppe Mascarello, Ceretto e Prunotto: dai cru storici ai rossi Langhe, dalle annate recenti a quelle da collezione. Leggi di più
- 14 vini
- da 80,00 €
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Il re dei vini, il vino dei re
Il Barolo deve il soprannome alla corte dei Savoia, che lo serviva alla sua tavola. Secondo la tradizione, a dargli lo stile secco e da lungo invecchiamento che conosciamo fu, a metà Ottocento, la marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo.
Barolo e Barbaresco: cosa cambia
Entrambi sono Nebbiolo in purezza. Il Barolo deve affinare almeno 38 mesi, di cui 18 in legno; il Barbaresco almeno 26 mesi, di cui 9 in legno. Il Barbaresco nasce in una zona più piccola, a nord-est di Alba, ed è spesso un po' più pronto da giovane.
Le vigne: Cannubi, Brunate, Monprivato, Francia
Come in Borgogna, in Langa contano le singole vigne, oggi indicate in etichetta come "menzioni geografiche aggiuntive". Monprivato di Giuseppe Mascarello, Francia di Giacomo Conterno, Brunate e Cannubi San Lorenzo di Ceretto sono tra i nomi più celebri.
I cru di Gaja
Dal 1996 Angelo Gaja aveva portato i suoi cru di Barbaresco, Sorì San Lorenzo, Sorì Tildìn e Costa Russi, sotto la denominazione Langhe, per poter aggiungere un po' di Barbera. Dall'annata 2013 sono tornati Barbaresco DOCG, solo Nebbiolo. Darmagi è invece il suo Cabernet Sauvignon: in piemontese vuol dire "che peccato", il commento del padre quando vide le viti di Nebbiolo lasciare il posto al Cabernet.
Come servirli
Tra 16 e 18 °C. Il Nebbiolo giovane ha tannini importanti: conviene aprirlo un paio d'ore prima o usare il decanter.
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Foto: Megan Mallen (CC BY 2.0) – Wikimedia Commons